Se esiste una intelligenza artificiale anormale psicopatica non poteva che chiamarsi Norman – in onore del protagonista di Psycho Norman Bates – e infatti è così.  La AI anormale è stata ufficialmente definita “psicopatica”. A crearla e battezzarla sono stati gli esperti del Mit di Boston, che non sono impazziti ma intendevano verificare la correttezza di un’ipotesi: è la qualità dei dati con cui si addestra l’intelligenza che influisce sul risultato finale.

L’algoritmo che ha dato vita a Norman, l’intelligenza artificiale anormale psicopatica, è capace di osservare una foto e capirne il contenuto dopo aver costruito un database da immagini precedenti. I ricercatori del Mit Media Lab lo hanno allenato con delle immagini di persone morenti prelevate da una sottodirectory del sito Reddit, mentre un’altra intelligenza artificiale è stata addestrata con foto normali di animali e persone. Entrambe sono state poi sottoposte al famoso test di Rorschach, in cui viene chiesto di interpretare delle macchie di inchiostro indistinte per valutare la personalità.

Le differenze tra le due interpretazioni sono risultate evidenti. La macchia che l’intelligenza ‘normale’ interpretava come ‘un gruppo di uccellini su un ramo’ per Norman era ‘un uomo che subiva una scarica elettrica’. Un ‘vaso di fiori’ diventava ‘un uomo a cui hanno sparato a morte’. Un ‘guanto da baseball’ è stato interpretato come ‘un uomo ucciso da una mitragliatrice’.

“Norman nasce dal fatto che i dati che vengono usati per addestrare un algoritmo influenzano significativamente il comportamento – scrivono gli ideatori sul sito -. Quindi quando le persone parlano di algoritmi ‘scorretti’ il problema non è nell’algoritmo in sé, ma nei dati usati”.

(Fonte: Ansa)

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