Le PMI investono nel 4.0. Si chiami Cloud computing, Internet of things, Machine learning, Blockchain, quasi tutte le tecnologie innovative legate al digitale e al 4.0 sono state ritenute efficaci dalle PMI italiane per il loro sviluppo strategico del business. Su ciò hanno pertanto investito e continueranno a investire almeno per i prossimi tre anni. Per guidare o partecipare alla rivoluzione culturale, le aziende puntano molto anche sul capitale umano e prevedono di reclutare nuove figure legate alla comunicazione digitale (34%), analisti del dato (26%) e digital officer (23%). La mancanza di competenze resta dunque “l’ostacolo maggiore all’evoluzione digitale”, segnalato dal 43% delle imprese.

È quanto emerge dalla ricerca “La digital transformation e l’innovazione tecnologica delle pmi italiane nel 2018”, realizzata dalla Scuola dell’innovazione di Talent garden, con il supporto dei ricercatori del master in Digital transformation per il Made in Italy.

Sono soprattutto le aziende più giovani (53% del campione) ad investire nella digital transformation, destinando percentuali più elevate di fatturato, rispetto al 47% delle pmi presenti sul mercato da più di 25 anni. “Dati che confermano la difficoltà delle aziende non native digitali ad adattarsi ai trend delle tecnologie innovative”, spiega la survey, che ha coinvolto oltre 500 aziende con un fatturato non superiore ai 50 milioni di euro. In generale, emerge una crescente consapevolezza tra le imprese dell’importanza della digitalizzazione: il 67% ritiene che l’innovazione impatti principalmente sull’acquisizione di un vantaggio competitivo, il 49% sull’aumento della produttività, il 48% sul miglioramento della qualità percepita dei clienti e il 47% sulla qualità interna del lavoro.

D’altra parte, “malgrado la maggioranza delle imprese intervistate abbia interpretato correttamente il significato della digital transformation, appare evidente – avverte lo studio – che l’effettivo cambiamento organizzativo sia ancora limitato all’ambito della comunicazione e affidato a professionisti appartenenti al marketing (63%) e non a figure specifiche come il digital officer”

(Fonte: Ansa)

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.