Chi ha paura delle macchine? Ogni forma di innovazione tecnologica in ambito lavorativo ha sempre portato con sé  preoccupazione e anche se oggi può sembrare strano è pur vero che duecento anni fa in Inghilterra si è arrivati perfino a distruggere le macchine e il telaio meccanico. L’automazione – in termini generali – porta dunque con sé il sollievo per la minor fatica ma anche la paura della perdita del posto di lavoro.

Questa paura delle macchine è dunque giustificata? Fino a oggi si sono persi posti di lavoro quando c’è stata l’introduzione di una nuova tecnologia? L’innovazione tecnologica spesso mette a dura prova la capacità di fare previsioni, perché cambia completamente le carte in tavola creando dinamiche di business inedite, ma normalmente le macchine permettono ai lavoratori di produrre di più e aumentando produttività e retribuzioni abbassano il prezzo di beni e servizi; si crea così nuova domanda che aumenta la richiesta di lavoro. Così l’occupazione cresce.

Alcuni esempi:

Negli Stati Uniti il numero di lavoratori è quasi triplicato tra il 1960 e il 2017, passando da 65 milioni a 152 milioni secondo i dati dell’Us Bureau of Labor Statistics. Certo, le centraliniste telefoniche del 1960 hanno perso il lavoro per “colpa” dell’automazione, ma qualcuno avrebbe mai immaginato quanti altri posti sarebbero stati creati nel 2017 grazie alla nascita dello smartphone?

Il bancomat, inventato 50 anni fa: non ha portato come qualcuno temeva all’estinzione degli impiegati di banca: entrambi sono cresciuti di numero tra il 1991 e il 2007, con le filiali che si moltiplicavano.

Cos’è accaduto con il personal computer: secondo le stime degli analisti di McKinsey, l’avvento del Pc ha portato dal 1980 alla creazione netta di 15,8 milioni di posti di lavoro, pari a circa il 10% dell’occupazione complessiva negli Stati Uniti. Questa cifra rappresenta in pratica la differenza tra i 19,3 milioni di posti creati in ambito informatico dal 1980 e la perdita di 3,5 milioni di posti dovuta all’avvento del “personal”.

L’introduzione di PC: ha eliminato dattilografe, tipografi e segretarie. Ma sono nati milioni di figure nuove: produttori di hardware a quelli di software, sviluppatori di app ai data scientist, customer manager e operatori dell’e-commerce, commessi dei negozi di informatica. Senza l’avvento del PC non sarebbe stata possibile una tale grande creazione di nuove professioni e nuove posti di lavoro con retribuzioni più elevate che in passato.

 

(Fonte: Sole 24 Ore)

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