Giosué Cavallaro, Marketing Manager di SEW-EURODRIVE Italia

-Perché un’azienda dovrebbe considerare l’impiego della realtà aumentata?

L’Industrial Internet of Things ci dà la possibilità di avere accesso a molte informazioni in tempo reale, dati digitali sempre disponibili da utilizzare per prendere decisioni o intraprendere azioni progettuali, costruttive, di processo, e così via. La differenza fondamentale tra la ricchezza dei dati digitali disponibili e il mondo fisico in cui dobbiamo convertire il dato in valore aggiunto nel processo, è nella dimensionalità: la realtà è tridimensionale, mentre i dati che dovremmo usare per prendere le nostre decisioni sono su schermi bidimensionali. Questa differenza fra mondo reale e universo digitale può limitare la nostra capacità di trarre vantaggio da tutti i dati e le informazioni prodotte dalla connettività a tutti i livelli di fabbrica.

La Realtà Aumentata riesce a colmare questa differenza, sovrapponendo dati e immagini digitali sul mondo fisico. Un vantaggio che può portare benefici in tantissimi ambiti industriali, come ad esempio la formazione, la progettazione o la manutenzione. Con la realtà aumentata, vengono visualizzate, in base al contesto, le informazioni necessarie in ogni fase di lavoro. Per esempio, in ambito formativo, tramite l’integrazione digitale dei dati del prodotto creiamo un digital twin che si trasforma nel prodotto finito attraverso la sequenza di assemblaggio. In questo modo l’operatore vede in digitale che cosa deve essere installato nel reale, dove e come, e quale aspetto deve avere il prodotto, in modo tale che possa sempre verificare nel circuito di monitoraggio della qualità se il risultato è corretto.

-SEW-EURODRIVE sta adottando la realtà aumentata a scopi formativi. Quale è il rapporto tra realtà aumentata e apprendimento?

Il beneficio più evidente nell’impiego della realtà aumentata in ambito formativo sta nella possibilità per l’uomo di prefigurare e comprendere in modo diretto e veloce la situazione reale, aggirando la necessità di comprenderla attraverso una rielaborazione a posteriori delle informazioni e riducendo così il dispendio di tempo estremamente variabile del processo di apprendimento “per prove ed errori”. L’AR è uno straordinario strumento di mediazione e sintesi tra la crescita esponenziale delle capacità computazionali delle macchine e i limiti invalicabili della mente umana di accedervi e di estrarne sintesi efficaci. In qualche modo è proprio la tecnologia della realtà aumentata a creare l’opportunità di costruire un’alleanza vincente tra mente umana e macchina. Da qui la possibilità di prendere decisioni rapide a fronte di situazioni complesse e in continua evoluzione.

– Alla fiera Hannover Messe SEW-EURODRIVE è stata mostrata un’applicazione di realtà aumentata mediante l’impiego degli smart glasses. A quale scopo e quali sono stati i feedback?

La realtà aumentata suscita sempre molta curiosità, sia perché fa un certo effetto vedere il virtuale che si sovrappone al reale, e sia perché è difficile immaginare impieghi della realtà aumentata in ambito lavorativo quotidiano, specialmente nelle fabbriche. Questo perché forse non è ancora ben chiaro come combinare i dati del mondo “aumentato” con quello reale per creare efficienza nei processi e valore aggiunto ai clienti. Le applicazioni AR che abbiamo mostrato servono proprio a questo scopo: far capire come utilizzare dati e tecnologie digitali per far fronte alle sempre più particolari esigenze produttive dei clienti. Mettere l’uomo al centro della tecnologia, per sfruttarne tutte le potenzialità solo e soltanto per migliorare le prestazioni produttive e offrire in real-time un vantaggio competitivo al cliente, è un cambiamento non semplice, che richiede competenze e un approccio mentale totalmente nuovo. Prima ancora che tecnologico, l’integrazione fra reale e virtuale è una cambiamento culturale, percettivo. Alla Hannover Messe dello scorso anno volevamo non solo mostrare che questo cambiamento è già realtà in SEW-EURODRIVE, ma anche e soprattutto far percepire tutti i vantaggi in ambito produttivo e di assemblaggio che la realtà aumentata può offrire alle fabbriche.

– Che novità porterà la Realtà aumentata nel settore dell’automazione industriale?

Difficile immaginare le evoluzioni di certe tecnologie e gli impatti che queste avranno nel lungo periodo, in un determinato settore. La realtà aumentata consentirà certamente di ridurre i tempi di formazione e di tagliare drasticamente i margini di errore; inoltre faciliterà il compito degli operatori nell’assemblaggio di nuovi prodotti o nella messa in servizio di nuovi macchinari. Al contempo, sarà una tecnologia che diminuirà i tempi per lo sviluppo di nuovi impianti, macchine o prodotti e faciliterà la collaborazione fra sviluppatori, che potranno guardare in tempo reale le stesse virtualizzazioni  per verificare contemporaneamente calcoli bidimensionali, su modelli in realtà aumentata. La novità maggiore che quindi introdurrà nell’automazione industriale sarà quella di semplificare molte operazioni, riducendone tempi e complessità. E renderà forse più attraenti anche per i giovani, i digital native, ambienti di lavoro come le fabbriche.

– Questa tecnologia potrebbe rivoluzionare il servizio di manutenzione?

Le applicazioni di AR non credo potranno rivoluzionare i servizi di manutenzione in generale, almeno non in ambito industriale, dato che sono e saranno attività principalmente fisiche. Certamente, però, la digitalizzazione (e quindi non solo realtà aumentata, ma anche virtuale) sta già rivoluzionando il modo in cui viene concepita la manutenzione. Per esempio, già oggi è possibile prevedere malfunzionamenti o rotture in un determinato impianto o sistema visualizzando in modo virtuale un processo di funzionamento reale – il concetto di “manutenzione predittiva” nasce proprio dalla possibilità di poter simulare, in tempo reale, condizioni di funzionamento future e prevedere guasti o malfunzionamenti in un arco di tempo definito e alquanto preciso. Inoltre la realtà aumentata potrà rivoluzionare anche il supporto da remoto: non è ormai più fantascienza ricevere supporto da remoto per attività di manutenzione, interagendo contemporaneamente su un oggetto virtuale che ricalchi quello reale; senza considerare tutti i vantaggi di avere schemi tecnici digitali in sovrapposizione a tecnologie fisiche e in real-time. In tal senso, la rivoluzione è già in atto e di sicuro creerà nuovi servizi di manutenzione e nuovi mercati – si pensi ai software di manutenzione predittiva, alla virtualizzazione delle informazioni tecniche, alla gestione dei dati per il supporto da remoto…

 

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